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Obesità infantile: un nemico da combattere

 

Non è soltanto un problema per chi è adulto o addirittura anziano, ormai la sindrome metabolica è entrata di diritto tra le malattie più devono occuparsi anche i pediatri: colpa dell'epidemia di obesità infantile che in Italia, stando agli ultimi dati dell'istituto superiore di sanità, riguarda ormai il 10% dei bambini in età scolare.

La sindrome metabolica è strettamente associata all'obesità: oggi un bambino o adolescente obeso su quattro soffre di sindrome metabolica. Nel caso di bambini e ragazzi però non esiste una definizione chiara come per gli adulti e quindi la diagnosi diventa ancora più complicata.

L’ampia variabilità biologica tra un bambino, un ragazzino e un adolescente ma anche lo sviluppo puberale a diverse età nei due sessi e le modificazioni del corpo e del metabolismo che questo comporta, impediscono di avere una definizione che possa funzionare da 0 a 18 anni.

In linea generale si può diagnosticare se c’è obesità addominale e almeno due parametri alterati tra glicemia, trigliceridi, colesterolo HDL e pressione.

Il girovita abbondante resto insomma il “cardine” per accorgersi della sindrome metabolica anche nei giovanissimi. Se il rapporto tra la circonferenza della vita e la statura è superiore a 0,5, il bambino o l'adolescente ha un rischio almeno triplo di avere alterazioni metaboliche rispetto a un coetaneo il cui rapporto sia più basso di 0,5. La probabilità cresce all'aumentare del rapporto. Per avere una prima indicazione può bastare un metro da sarta, poi è utile un esame del sangue per la glicemia ed il profilo lipidico, misurare la pressione e fare un’ecografia al fegato: circa il 60% dei giovanissimi obesi ha infatti una steatosi epatica, ovvero un accumulo di grasso nel tessuto del fegato che complica ulteriormente il quadro clinico.

Avere la sindrome metabolica fin dai primi anni di vita, se non viene risolta, significa conviverci a lungo con conseguenze che possono essere gravi. Come risulta da alcuni studi negli Statti Uniti, dove l'obesità infantile iniziato a diffondersi prima, si vedono persone con diabete di tipo 2 o ipertensione già a 20 anni con una spesa sanitaria enorme ed un impatto considerevole su qualità ed aspettativa di vita.

Non bisogna trascurare un eccesso di peso da piccoli anche prima del bilancio di salute degli otto anni in cui viene specificatamente valuta all'obesità.

La sindrome metabolica si può prevenire con uno stile di vita sano che sicuramente include un’alimentazione equilibrata e l’attività fisica ma si deve soprattutto curare se viene diagnosticata. L'obiettivo è controllare l'obesità e gestire le singole complicanze attraverso un team dedicato di professionisti oltre al pediatra, come il dietista e lo psicologo per affrontare i vari aspetti del problema ed avere maggiori possibilità di successo.

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