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Artrosi: Come si può prevenire o posticipare il rischio di disabilità motoria?

Sappiamo bene che l'attività fisica svolge un ruolo fondamentale per la nostra salute. Anche quando, con l'avanzare dell'età, inizia ad aumentare il rischio di soffrire di artrosi, una malattia degenerativa delle articolazioni che può portare all'invalidità e a una conseguente perdita di indipendenza nella vita quotidiana. E se per i sedentari un cambiamento radicale delle proprie abitudini può sembrare difficile, non è il caso di scoraggiarsi. Anche con un impegno minimo, infatti, i risultati si vedono. 

Secondo una nuova ricerca americana, basterebbero 60 minuti di attività fisica a settimana per gli anziani affetti da osteroartrite. Ma le linee guida parlano di almeno 150 minuti ogni 7 giorni.

L’artrosi è un disturbo estremamente diffuso, e attualmente privo di una cura risolutiva. Per evitare che i sintomi progrediscano fino a causare invalidità è quindi fondamentale agire sui fattori di rischio: in primis obesità e sedentarietà. E in questo senso, l’attività fisica è consigliatissima e a quanto pare basta un impegno limitato, come sottolina lo studio Usa. Ma forse serve qualche cosa in più di un'ora a settimana. Le principali linee guida internazionali prevedono 150 minuti a settimana. Il problema è che trattandosi di un disturbo che colpisce in età avanzata, spesso arriva il momento in cui i pazienti non riescono più ad aderire a un regime di allenamento tutto sommato impegnativo, e in molti casi non potendo seguire correttamente le indicazioni del medico finiscono per scoraggiarsi, e tornare sedentari. In questo senso lo studio pubblicato sull'American Journal of Preventive Medicine è interessante: si tratta di risultati verosimili, e suggeriscono che anche non riuscendo a raggiungere la soglia di attività fisica attualmente consigliata è comunque possibile trarre dei benefici, e in particolare prevenire il rischio di disabilità, anche con un impegno che è sì più contenuto, ma anche più facile da portare a termine per un'ampia fascia di pazienti”.

Al termine dello studio su pazienti tra 49 e 83 anni con dolore e rigidità delle articolazioni inferiori, i ricercatori hanno osservato che le persone che svolgevano almeno 56 minuti a settimana di esercizio fisico, da moderato a vigoroso, hanno avuto un rischio ridotto dell'86% di presentare i sintomi della disabilità motoria, ovvero non riuscire a camminare a meno di un metro al secondo di velocità, e del 45% di svolgere semplici attività quotidiane, come lavarsi e vestirsi, rispetto a coloro che hanno svolto meno attività fisica. 

Invecchiando è importante cercare di rimanere attivi il più possibile, e se non si riesce a sostenere una routine più impegnativa come quella consigliata dalle linee guida, anche un piccolo impegno quotidiano può fare la differenza. Bastano appena 10 minuti al giorno, d'altronde, per raggiungere la soglia di esercizio valutata nello studio.

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